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Circolo delle quinte: cos’è, come si legge e a cosa serve

Il circolo delle quinte spiegato in modo pratico: come è costruito, come ricavare alterazioni e relative minori, e come usarlo per accordi, trasposizioni e modulazioni.

Primo piano dei tasti bianchi e neri di un pianoforte
Foto di Stéfano Girardelli su Unsplash
Indice
  1. Che cos’è il circolo delle quinte
  2. La quinta giusta, il mattone del circolo
  3. Come si legge il circolo delle quinte: diesis e bemolle
  4. Le relative minori nel circolo delle quinte
  5. A cosa serve il circolo delle quinte in pratica
  6. Perché il circolo si chiude: il temperamento equabile
  7. Come studiare il circolo delle quinte in una settimana
  8. Domande frequenti

Il circolo delle quinte è uno degli strumenti più utili della teoria musicale: in un solo schema mette in fila tutte le tonalità maggiori e minori, dice quanti diesis o bemolle ha ciascuna e mostra quali tonalità sono “vicine” tra loro. Chi studia pianoforte, chitarra o canto prima o poi lo incontra, e una volta capito il meccanismo diventa una scorciatoia per leggere le armature di chiave, trovare gli accordi di una canzone e trasportare un brano in un’altra tonalità.

In questa guida vediamo come è costruito, come si legge e come usarlo in pratica, senza dare nulla per scontato.

Che cos’è il circolo delle quinte

Il circolo delle quinte è una rappresentazione grafica delle tonalità disposte come le ore su un quadrante. In cima si trova Do maggiore, che non ha alterazioni in chiave. Procedendo in senso orario, ogni tonalità si trova una quinta sopra la precedente e aggiunge un diesis all’armatura di chiave; procedendo in senso antiorario, ogni passo scende di una quinta (che equivale a salire di una quarta) e aggiunge un bemolle.

Le posizioni sono dodici, quante sono le note della scala cromatica. Nella parte bassa del cerchio le due serie si incontrano: Fa diesis maggiore e Sol bemolle maggiore sono tonalità enarmoniche, cioè scritte in modo diverso ma suonate con gli stessi tasti del pianoforte.

La quinta giusta, il mattone del circolo

Per capire il circolo delle quinte bisogna partire dall’intervallo che gli dà il nome. Un intervallo musicale si indica con un numero (seconda, terza, quarta, quinta…), che conta i gradi della scala tra le due note, e con una qualifica (giusto, maggiore, minore, aumentato, diminuito) che ne precisa l’ampiezza in semitoni.

La quinta giusta abbraccia cinque gradi della scala e sette semitoni: da Do a Sol, da Sol a Re, da Re a La. È uno degli intervalli più consonanti e, nell’armonia tonale, è la distanza che separa la tonica dalla dominante, cioè il primo dal quinto grado della scala. Per questo il circolo non mette in fila le tonalità a caso: ogni tonalità ha come vicine proprio la sua dominante (a destra) e la sua sottodominante (a sinistra).

Come si legge il circolo delle quinte: diesis e bemolle

La parte più pratica del circolo riguarda le armature di chiave. Partendo da Do maggiore e salendo per quinte, ogni nuova tonalità conserva i diesis della precedente e ne aggiunge uno. I diesis compaiono sempre nello stesso ordine: Fa, Do, Sol, Re, La, Mi, Si. Anche questa sequenza, se ci fate caso, procede per quinte ascendenti.

Dal lato opposto, scendendo per quinte da Do, si aggiungono i bemolle nell’ordine inverso: Si, Mi, La, Re, Sol, Do, Fa.

Due regole aiutano a riconoscere al volo una tonalità maggiore guardando l’armatura:

  • con i diesis, la tonica si trova un semitono sopra l’ultimo diesis: se l’ultimo è Do diesis, la tonalità è Re maggiore;
  • con i bemolle, la tonica è il penultimo bemolle: se l’armatura ha Si, Mi e La bemolle, la tonalità è Mi bemolle maggiore. L’unica eccezione è Fa maggiore, che ha un solo bemolle (il Si) e va semplicemente memorizzata.

Le relative minori nel circolo delle quinte

Ogni tonalità maggiore condivide l’armatura di chiave con una tonalità minore, detta relativa. La relativa minore si trova sul sesto grado della scala maggiore, cioè una terza minore (tre semitoni) sotto la tonica: la relativa di Do maggiore è La minore, quella di Sol maggiore è Mi minore. Per questo molti schemi del circolo delle quinte hanno due anelli: quello esterno con le tonalità maggiori e quello interno con le minori corrispondenti.

Tonalità maggioreRelativa minoreAlterazioni in chiave
Do maggioreLa minorenessuna
Sol maggioreMi minore1 diesis (Fa)
Re maggioreSi minore2 diesis
La maggioreFa diesis minore3 diesis
Mi maggioreDo diesis minore4 diesis
Si maggioreSol diesis minore5 diesis
Fa diesis maggiore / Sol bemolle maggioreRe diesis minore / Mi bemolle minore6 diesis / 6 bemolle
Re bemolle maggioreSi bemolle minore5 bemolle
La bemolle maggioreFa minore4 bemolle
Mi bemolle maggioreDo minore3 bemolle
Si bemolle maggioreSol minore2 bemolle
Fa maggioreRe minore1 bemolle (Si)

Esistono anche Do diesis maggiore (7 diesis) e Do bemolle maggiore (7 bemolle), enarmonici rispettivamente di Re bemolle e di Si maggiore: compaiono nei libri di teoria, ma nella pratica si incontrano più di rado.

A cosa serve il circolo delle quinte in pratica

Trovare gli accordi di una tonalità

I tre accordi maggiori di una tonalità maggiore (primo, quarto e quinto grado) stanno uno accanto all’altro sul circolo. Prendiamo Sol maggiore: a sinistra c’è Do, a destra c’è Re. Sol, Do e Re sono proprio i tre accordi su cui si reggono moltissime canzoni in quella tonalità. Le tre relative minori sull’anello interno (Mi minore, La minore, Si minore) completano il quadro degli accordi più usati.

Capire le progressioni

Molti giri armonici si muovono per quinte discendenti, cioè in senso antiorario sul circolo. La progressione II–V–I, centrale nel jazz e frequente anche nel pop, in Do maggiore diventa Re minore, Sol, Do: tre passi consecutivi sul cerchio. Riconoscere questo movimento aiuta a memorizzare i brani e a improvvisare.

Modulare e trasportare

Le tonalità adiacenti differiscono per una sola alterazione e per questo vengono dette “vicine”: passare da Do a Sol o da Do a Fa suona naturale, mentre saltare dalla parte opposta del cerchio produce un cambio di colore molto più netto. Lo stesso schema è utile per trasportare un brano: se una canzone in Do è troppo bassa per la vostra voce, sapete subito quali accordi diventano in Re, contando gli stessi passi sul circolo.

Perché il circolo si chiude: il temperamento equabile

C’è un dettaglio che incuriosisce chi si avvicina alla teoria. Se si sovrappongono quinte acusticamente pure, con rapporto di frequenza 3:2, non si torna esattamente al punto di partenza: dopo dodici passi si arriva a un Si diesis leggermente più alto del Do, di circa un quarto di semitono. Questa piccola differenza, udibile, si chiama comma pitagorico.

Il circolo si “chiude” grazie al temperamento equabile, il sistema di accordatura che divide l’ottava in dodici semitoni di uguale ampiezza. Ogni quinta viene ristretta di appena 2 cent rispetto a quella pura, una differenza quasi impercettibile. In questo sistema Fa diesis e Sol bemolle suonano uguali, e gli strumenti a tastiera possono suonare in tutte le tonalità senza difetti di intonazione evidenti: è proprio ciò che permette di percorrere l’intero circolo.

Come studiare il circolo delle quinte in una settimana

  • Giorni 1–2: memorizzate l’ordine dei diesis (Fa, Do, Sol, Re, La, Mi, Si) e quello dei bemolle, che è lo stesso letto al contrario.
  • Giorni 3–4: per ogni tonalità maggiore, dite ad alta voce quante alterazioni ha e qual è la relativa minore.
  • Giorni 5–6: sullo strumento, suonate la scala maggiore di ciascuna tonalità seguendo il cerchio in senso orario.
  • Giorno 7: prendete una canzone semplice e trasportatela in due tonalità vicine, aiutandovi con il circolo.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra circolo delle quinte e circolo delle quarte?

È lo stesso schema letto in direzioni opposte. In senso orario si sale di quinta in quinta; in senso antiorario si sale di quarta in quarta, che equivale a scendere di quinta. Molti musicisti jazz parlano di “circolo delle quarte” perché le progressioni che studiano si muovono in quel verso.

Quante tonalità ci sono nel circolo delle quinte?

Le posizioni sono dodici, una per ogni nota della scala cromatica, e ciascuna ospita una tonalità maggiore e la sua relativa minore. Contando anche le tonalità enarmoniche scritte in modo diverso, i libri di teoria elencano quindici tonalità maggiori e quindici minori.

Il circolo delle quinte serve anche a chi suona la chitarra?

Sì. Aiuta a capire perché certi accordi “stanno bene insieme”, a trovare velocemente gli accordi di una tonalità e a usare il capotasto in modo consapevole quando si cambia tonalità a un brano.

Bisogna conoscere il solfeggio per usare il circolo delle quinte?

Non serve saper leggere a prima vista, ma conoscere i nomi delle note, i diesis e i bemolle aiuta molto. Chi sa contare i semitoni sulla tastiera del pianoforte o sul manico della chitarra può costruirsi il circolo da solo partendo da Do.

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