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Imparare a suonare la chitarra: la guida per chi parte da zero

Come imparare a suonare la chitarra partendo da zero: quale chitarra scegliere, come accordarla, i primi accordi, le tablature e una routine di studio realistica.

Mani di un chitarrista che suona una chitarra acustica
Foto di James Coleman su Unsplash
Indice
  1. Quale chitarra scegliere per iniziare
  2. Come accordare la chitarra
  3. I primi accordi per imparare a suonare la chitarra
  4. Tablature o spartito: come leggere la musica per chitarra
  5. Come esercitarsi: una routine realistica
  6. Da autodidatti, con un insegnante o in conservatorio
  7. Domande frequenti

Imparare a suonare la chitarra è uno dei desideri più diffusi tra chi si avvicina alla musica, a qualsiasi età. La chitarra è portatile, permette di accompagnare il canto dopo poche settimane e si presta a generi diversissimi, dal cantautorato al rock, dal flamenco al repertorio classico. I primi passi, però, possono scoraggiare: dita che fanno male, accordi che “friggono”, cambi troppo lenti. Con un metodo ordinato e aspettative realistiche, questi ostacoli si superano.

In questa guida trovate tutto ciò che serve per cominciare: quale chitarra scegliere, come accordarla, i primi accordi e come organizzare lo studio.

Quale chitarra scegliere per iniziare

La chitarra moderna ha normalmente sei corde e una tastiera divisa in tasti; secondo l’Enciclopedia Britannica è nata probabilmente in Spagna all’inizio del Cinquecento. Oggi chi vuole imparare a suonare la chitarra si trova davanti a tre famiglie principali:

  • chitarra classica: ha corde di nylon, più morbide sotto le dita, e un manico più largo. È la scelta tradizionale per lo studio accademico e per il repertorio classico;
  • chitarra acustica (detta anche folk): monta corde di metallo, ha un suono più brillante ed è la più usata per accompagnare canzoni pop e cantautorali. Le corde metalliche richiedono un po’ più di forza nelle dita;
  • chitarra elettrica: ha corde metalliche sottili e un manico in genere più sottile, ma ha bisogno di un amplificatore: senza, il modello a corpo pieno produce un suono appena udibile.

Non esiste una chitarra “giusta” in assoluto: conviene scegliere quella più vicina alla musica che si vuole suonare, perché è la motivazione a far progredire.

Come accordare la chitarra

Prima di suonare bisogna accordare. L’accordatura standard della chitarra a sei corde, dalla corda più grave alla più acuta, è Mi, La, Re, Sol, Si, Mi. Le corde si numerano al contrario: la prima è il Mi acuto (la più sottile), la sesta è il Mi grave (la più spessa).

Per chi comincia, il metodo più semplice è un accordatore elettronico a pinza o un’app per smartphone: si pizzica una corda alla volta e si gira la meccanica finché l’indicatore segna la nota corretta. Accordare ogni volta che si prende in mano lo strumento abitua anche l’orecchio a riconoscere quando qualcosa “non torna”.

I primi accordi per imparare a suonare la chitarra

Gli accordi si formano premendo le corde sulla tastiera con una mano, mentre l’altra le pizzica o le percuote con le dita o con il plettro. Con sei accordi aperti, che sfruttano anche le corde a vuoto, si possono già suonare centinaia di canzoni.

Nella tabella, i numeri indicano il tasto da premere su ciascuna corda, dalla sesta (Mi grave) alla prima (Mi acuto): 0 significa corda a vuoto, x significa corda da non suonare.

AccordoSchema (corde 6–5–4–3–2–1)Difficoltà per chi inizia
Mi minore0 2 2 0 0 0molto facile, due dita
La minorex 0 2 2 1 0facile
Mi maggiore0 2 2 1 0 0facile
Re maggiorex x 0 2 3 2media, si suonano solo quattro corde
Do maggiorex 3 2 0 1 0media, richiede di allargare la mano
Sol maggiore3 2 0 0 0 3media

Iniziate da Mi minore e La minore, che usano posizioni simili, poi aggiungete gli altri. Un buon primo traguardo è alternare Sol, Do e Re: sono i tre accordi principali della tonalità di Sol maggiore e bastano per accompagnare molti brani popolari.

Tablature o spartito: come leggere la musica per chitarra

Molta musica per chitarra si trova scritta in intavolatura, o tablatura: un sistema di notazione basato sulla posizione delle dita sullo strumento anziché sull’altezza dei suoni, già usato nel Rinascimento e nel Barocco per il liuto. Nella tablatura moderna sei righe orizzontali rappresentano le corde e i numeri indicano i tasti da premere.

Le tablature sono immediate e permettono di suonare subito un riff o una melodia, ma di solito non indicano il ritmo con precisione. Lo spartito tradizionale richiede più tempo, ma è indispensabile per lo studio classico e per suonare insieme ad altri musicisti. L’ideale è imparare entrambi, cominciando dalle tablature e affiancando a poco a poco la lettura delle note.

Come esercitarsi: una routine realistica

Per imparare a suonare la chitarra la regolarità conta più della durata delle sessioni. Una routine di venti o trenta minuti al giorno può essere organizzata così:

  • 5 minuti di riscaldamento: esercizi cromatici con le quattro dita sui primi tasti, lentamente;
  • 10 minuti sugli accordi: cambi tra due accordi alla volta, prima senza ritmo, poi con un metronomo lento;
  • 5 minuti di ritmo con la mano destra: pennate in battere e in levare su un accordo fisso;
  • 5–10 minuti per una canzone che vi piace, applicando ciò che avete studiato.

Nelle prime settimane i polpastrelli della mano sinistra faranno un po’ male: è normale, e con la pratica si formano piccoli calli che rendono tutto più facile. Se il dolore è forte, meglio fare pause frequenti e controllare che le corde non siano troppo alte rispetto alla tastiera.

Da autodidatti, con un insegnante o in conservatorio

Si può imparare a suonare la chitarra da soli, grazie a metodi, video e app, ma qualche lezione con un insegnante aiuta a correggere da subito postura e posizione delle mani, errori difficili da eliminare in seguito. Chi vuole intraprendere uno studio approfondito della chitarra classica può puntare ai corsi propedeutici dei conservatori: il programma del corso propedeutico di chitarra del Conservatorio di Perugia, per esempio, è articolato in tre anni e prevede scale, studi di autori come Sor, Carcassi e Giuliani e brani dal Rinascimento alla musica contemporanea, con un esame finale che dà accesso al triennio accademico.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per imparare a suonare la chitarra?

Dipende dall’obiettivo e dalla costanza. Con una pratica quotidiana, molti principianti riescono in alcune settimane a cambiare tra gli accordi di base e ad accompagnare canzoni semplici; padroneggiare il barrè, la lettura e tecniche più avanzate richiede mesi o anni.

Meglio iniziare con la chitarra classica o con quella acustica?

La classica, con le corde di nylon, è più gentile con le dita ed è la base per lo studio accademico. L’acustica è più adatta se l’obiettivo è accompagnare canzoni pop e cantautorali. Entrambe vanno bene per cominciare.

Si può imparare a suonare la chitarra da adulti?

Sì. Non esiste un’età limite per iniziare: gli adulti spesso progrediscono con metodo perché sanno organizzare lo studio e scegliere obiettivi precisi. Conta soprattutto esercitarsi con regolarità.

Serve conoscere il solfeggio per suonare la chitarra?

Per suonare accordi e canzoni bastano le sigle degli accordi e le tablature. Il solfeggio diventa necessario per il repertorio classico, per la lettura a prima vista e per l’ammissione in conservatorio.

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