«Aquagranda» torna alla Fenice per i sessant’anni dell’alluvione di Venezia
Il 4 novembre il Teatro La Fenice proietta nelle Sale Apollinee «Aquagranda», l’opera di Filippo Perocco con la regia di Damiano Michieletto dedicata all’alluvione del 1966.

A sessant’anni dall’alluvione che il 4 novembre 1966 sommerse Venezia, il Teatro La Fenice ripropone «Aquagranda», l’opera che dieci anni fa raccontò quella tragedia sul palcoscenico veneziano. Lo spettacolo torna in forma di proiezione video mercoledì 4 novembre alle 17, nelle Sale Apollinee del teatro, nell’ambito delle iniziative promosse in città per l’anniversario.
«Aquagranda» è un’opera del compositore Filippo Perocco, su libretto di Roberto Bianchin, giornalista e scrittore veneziano, autore del romanzo da cui è tratto lo spettacolo, con la collaborazione del poeta Luigi Cerantola per la stesura dei versi. La vicenda è ambientata sull’isola di Pellestrina e ruota attorno al pescatore Ernesto Ballarin e alla sua famiglia, travolti dall’acqua alta eccezionale di quel giorno.
La regia era firmata da Damiano Michieletto, con le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti e le luci di Alessandro Carletti. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice c’era Marco Angius. Lo spettacolo è rimasto celebre soprattutto per l’inondazione del palcoscenico, ottenuta con 3.500 litri d’acqua.
L’opera debuttò il 4 novembre 2016, nel cinquantesimo anniversario dell’alluvione, e inaugurò la stagione lirica 2016-2017 della Fenice. Le recite andarono esaurite e furono aggiunte due rappresentazioni speciali per le scuole. L’anno successivo «Aquagranda» ricevette il Premio Franco Abbiati come migliore opera contemporanea.
Da allora lo spettacolo non è più stato riproposto in teatro, a causa della sua complessità tecnica. La proiezione del 4 novembre offre quindi l’occasione di rivedere un allestimento entrato nella memoria dei veneziani e di farlo conoscere a chi non ha potuto assistere alle recite del 2016.



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